

Il potere e il suo inganno.
Il potere è una droga. Prima affascina, poi diventa una necessità, infine trasforma chi lo detiene. È il filo conduttore della storia che ci viene raccontata ne I giorni del corvo, dove la sicurezza nazionale è spesso solo una maschera per giochi di forza più grandi, per operazioni che si muovono nell’ombra e per uomini che, una volta abituati al comando, non riescono più a farne a meno.
Chi detiene il potere?
Nei giochi della geopolitica e delle intelligence, non esistono confini chiari tra buoni e cattivi. La realtà si plasma sulle necessità di chi muove i fili, mentre gli equilibri vengono costantemente ridefiniti. E l’Italia? Un Paese sovrano o solo una pedina nelle strategie altrui? Il rapporto con gli Stati Uniti è un esempio emblematico: alleati, certo, ma a quale prezzo?
Sicurezza o controllo?
Ogni governo giustifica il potere con la necessità di proteggere. Ma fino a che punto la sicurezza è reale e non un pretesto per sorvegliare, deviare, manipolare? Dai sistemi di sorveglianza globale alle operazioni sotto copertura, il confine tra protezione e repressione è sempre più sottile.
La storia si ripete
Dagli apparati deviati agli scandali che hanno segnato l’Italia, dagli equilibri tra politica e servizi segreti alle operazioni clandestine che riscrivono il destino di intere nazioni: I giorni del corvo non è solo un romanzo, ma lo specchio di una realtà che spesso scegliamo di ignorare.
Chi controlla il potere quando il potere diventa un’abitudine?